venerdì 1 maggio 2015

Aoc Champagne Gold Label Brut Vintage 1999 Lanson




Una delle più antiche maison – fondata nel 1760 – e una delle pochissime che non effettua malò per tutti i suoi vini, in quanto consente, secondo lo Chef de Cave, Jean Paul Gandon, di sviluppare maggior freschezza e di garantire la piena espressività degli aromi.

Il Gold Label millesimato è, punto più, punto meno, metà Chardonnay e metà Pinot Noir, con uve provenienti dai prestigiosi villaggi di Avize, Verzenay, Chouilly, Verzy, Le Mesnil-sur-Oger e Cramant. Il percorso è tanto lungo quanto ambiziosa è la meta, giacchè si tratta di sostare dieci anni sur lattes.
Il mio sconta un dégorgement del gennaio 2011.


Il giallo paglierino, lascerebbe intendere una netta prevalenza della bacca bianca; il ricco patrimonio olfattivo, idem. Le nitide espressioni floreali dello Chardonnay – camomilla e glicine - combinate con quelle fruttate – arancia, limone e pera - risultano ben inserite all’interno di un palinsesto minerale che ne sottolinea l’eleganza.
Ma mi chiedo, dove sta il Pinot Nero?

Anche in bocca brilla per eleganza e freschezza, con l’assaggio che ripropone, massicciamente, i toni floreali, agrumati e minerali.
Ma, nuovamente, mi domando, dove sta il Pinot Nero?
L’abulica e apatica bacca nera non ha aggiunto le sue peculiarità all’ottima performance della bianca, privando il sorso, purtroppo, di quella struttura e complessità che ci si attende da un 50&50 di queste fattezze.

Evitando di esporti più di una riserva sul millesimo, ora un groovy saturday, pliiiz.


 

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