martedì 7 luglio 2015

Igt Rosso Friuli Venezia Giulia Merlot Borc Dodon 2011 Denis Montanar




Circa 13 mila flaconi per questo Merlot, proveniente da suoli sabbiosi, misti argilla, che macera una settimana in vetroresina, solo lieviti indigeni, altri 16 mesi a contatto con le fecce fini, niente chiarifica, né filtrazione.

L’assaggio effettuato, tempo fa, a una fiera di vini naturali, mi piacque e mi spinse a comprare alcune bottiglie, anche in virtù del fatto che, abitualmente, non stravedo per questo vitigno; tuttavia, questo di Denis, lo trovai agli antipodi dei soliti marmellatoni ruffianoni. E ora che ho testato più di una boccia, posso sostenere, che avevo “visto” bene.

Un bel rubino brillante, con tanta freschissima frutta rossa – ciliegia e ribes, lampone e mora – che si arricchisce di tocchi erbacei e balsamici, con una forte caratterizzazione di mineralità pietrosa e sapida.

In bocca si dimostra altrettanto fresco e di affilata carnosità. Niente a che vedere con le morbidezze che si incontrano solitamente. Il sorso è verticale e scattante, con una spina acida che sostiene, e rafforza, la ricchezza del frutto, mentre l’impianto minerale imprime ulteriore sprint. Piacevolissimo e di buona persistenza, scatena beva compulsiva e appaga il palato, fino alla fine, con sensazioni balsamiche e saline.
Ottimo anche nella stagione calda, servito fresco.


2 commenti:

  1. Anni fa alla cieca scambiato per una barbera.
    Un merlot agli antipodi,per fortuna!

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  2. Giusto, proprio agli antipodi e alla cieca anche io non direi Merlot.

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