mercoledì 9 marzo 2016

Terre di Toscana 2016 | Gli assaggi




Dal classico appuntamento di Lido di Camaiore, alcuni sorsi che, presi con beneficio di inventario, hanno destato la mia attenzione.
Focus puntato, principalmente, sull’annata 2013, per quanto attiene il Rosso di Montalcino, mentre per il Brunello, si tratta della 2011 e della riserva 2010.
Una 2011 che, non risultando così omogenea e piuttosto a macchia di leopardo, è molto figlia dell’esposizione, dell'altitudine e del savoir faire del produttore, "il manico”.

Warm-up con qualche Chianti Classico.



 Agrumi e pepe, bocca agile, ma di struttura



Tabacco, cuoio, minerale, tannino vellutato





Menta, marasca, floreale, gran freschezza





Syrah in purezza, con bocca in assestamento




Naso petaloso, balsamicità, già soddisfazione nel calice





Gran ritmo, sempre una garanzia, fin dalla tenera età




Due annate assai diverse, ma stessa eleganza: pronta la '05, da attendere la '08








Frutto croccante, tannino fitto, ancora molto chiuso





Sapido, deciso, pronto alla beva





Mela rossa, humus e liquirizia, dal tannino asciugante



Due perle


Naso e bocca: freschezza e precisione





Nel Madonna delle Grazie bocca solenne, ricami e profondità




Bocca fine e di sostanza, tannino succulento





Tanta freschezza in queste Vecchie Vigne, bocca esplosiva e materica





Naso balsamico, bocca potente e gran progressione





Tensione speziata e sapida, in fieri



Seguo questa azienda da mo' e Gianni è da anni nell'Olimpo



Intensità balsamica e mineralità come pochi...




... con il capolavoro dal cru Montosoli, a proposito di terroir: bomba!





Un Rosso che pare un Brunello, un Brunello che pare una riserva...





 ...e la riserva, dinamicissima e magnifica, già resident nella mia cantina






Due gemme, in chiusura, da un'azienda di primissimo piano




Sempre difficile selezionare da oltre 600 etichette, consapevole più che mai che moltissime cose sfuggono e il tannino, soprattutto, già dopo pochi sorsi, morde, bastona e non perdona.
Ribadisco, come  siano questi, semplici assaggi e di non essere in grado di fare l'indovino o altri magheggi, circa la proiezione nel tempo, delle bottiglie prese in considerazione, pratiche che lascio volentieri ai fenomeni da baraccone che dispongono della palla di vetro.

Concludo, sottolineando come la macchina organizzativa - Acquabuona e Una Hotel - sia ormai rodatissima, allenata alle alte prestazioni e già proiettata verso l'edizione del decennale.


5 commenti:

  1. ...a proposito di "petaloso", da te mi aspetto un fior di conio...

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  2. Pietroso c'è già ... inzupposo pure ... che fare? Brunelloso?

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  3. @Marco50e50 il Ducato non batte più moneta da mo'. Per assonanza, circa il "conio", mi porti alla mente Donne sull'orlo di una crisi di nervi, di Almodóvar in cui Carmen Maura ripete, ossessivamente, a Banderas la frase "callate coño".
    @ Il Guardiano del Faro Brunelloso ci sta di bella, terrò conto.

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  4. in caso di profonda persistenza di fondo proporrei poltiglioso

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    1. Oggi sei in vena di neologismi... maresciallato anche questo

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