venerdì 17 marzo 2017

Pol Roger Champagne Blanc de Blancs 2000




Tanto per lo stile, quanto per l’inflessibile pervicacia nella ricerca qualitativa, Pol Roger è, tra le cd Grand Maison, quella che meglio incarna, il mio concetto di Champagne e, per conseguenza, quella di mio gradimento assoluto. Per onestà intellettuale, riconosco che, negli anni, mi ha reso non solamente un fedelissimo, ma ormai, anche “dipendente” – del resto, i tanti post, sono lì a certificare.

A tal proposito, accresce il mio convincimento, questo Chardonnay in purezza, millesimato, da vigneti di proprietà, dei villaggi di Avize, Cramant, Oiry, Oger, e Le Mesnil. Malò svolta, 8 anni sui lieviti, remuage à la main e una botta di vita dal dègorgement.

La prima impressione è di un vino freschissimo che poteva starsene ancora, beatamente, in cantina. Freschezza che viaggia a braccetto con tutta l’eleganza che sa riservare, a questi livelli, la bacca bianca. Netti sono i richiami agrumati e di crema di mandorla, sostenuti da una solida ossatura minerale che trasuda iodio a bomba.

All’assaggio, tensione ed eleganza assumono connotati affascinanti, delineando, al contempo, un arco gustativo coerente e di grande compattezza.
Integro e virtuoso fino all’ultimo sorso, persistente, di rinfrescante sapidità gessosa, con nuances finali di pera e nocciola. 

Jeunesse dorée.




martedì 14 marzo 2017

Rizzi Barbaresco Nervo “Fondetta” 2004




Dallo storico vigneto Fondetta, praticamente un cru nel cru Nervo, a Treiso.
Una lettura limpida e precisa, da parte della famiglia Dellapiana, di un’annata opulenta e, secondo me, non così strepitosa.

Sentori meravigliosi di cuoio, violetta e petali di rosa essiccata, un frutto incisivo – marasca e prugna – con sensazioni terrose e fitte ventate balsamiche, che fanno da corollario a un naso assai articolato.

L’attacco al palato è simmetrico e di grande freschezza, con equilibrio acido-tannico di precisione. Delicata speziatura e solida vena minerale.
Sorsi pieni, avvolgenti, di complessa tensione gustativa. Eucalipto, liquirizia e note mentolate, dettagliano un finale lungo e di elegante persistenza.


venerdì 10 marzo 2017

J.L. Vergnon Champagne Eloquence Blanc de Blancs Extra Brut s.a.




Solo Chardonnay, dai villaggi GC di Le Mesnil sur Oger, Avize e Oger, vendemmia base 2011, 25% di vini di riserva, solo acciaio, mai meno di tre anni sui lieviti, sboccatura 28 gennaio 2016.

Poca espressività olfattiva che si riflette, a cascata, anche sull’assaggio.
Molto fresco, citrino, note di mela e, a dispetto del terroir, poca propensione gessosa.
Sfrenata acidità al palato e fitta verticalità, forse troppa, dall’effetto monocorde e, in definitiva, di scarso equilibrio.
Sorsi non altro che tranchant e dal finale più amaro che amarognolo, che mi richiamano certi metodo classico nostrani.

Mi piace il “taglio” basso/zero dosaggio; mi garba meno, quando la rasoiata assume asettica tensione, fine a se stessa.


martedì 7 marzo 2017

Crociani Vino Nobile di Montepulciano Riserva 2004




Nobile, di nome e di fatto.
Nobile olfattivamente, giovanissimo e scattante, quasi nervoso.
Sfumature di viola e visciola, tanto ribes nero e altri fruttini di bosco, equipaggiato con opportuno profilo minerale e cenni simil-terrosi.

Nobile alla gustativa, carico di energia, eppure vellutato. Frutta scura e spezia, cioccolato e liquirizia, con tannini ancora tesi e non completamente domi.
Nobile calore, nondimeno beva armonica, per un finale non lunghissimo, tuttavia appagante, di tabacco e frutta sotto spirito.

Boccia dal forte potenziale evolutivo, che potrebbe, potrà - poteva, ahimè – riposare ancora, per parecchio tempo, à l'abri de la lumière.

(Forse) il migliore Nobile.


venerdì 3 marzo 2017

Agrapart & Fils Champagne Brut Rosé s.a.




Si scrive, e si legge, soventissimo, e giustamente, dei Blanc des Blancs di Pascal, meno, immeritatamente, del rosé.
Et voilà!

E’ rosé d’assemblage, con la bacca bianca proveniente dalle parcelle GC in Avize, Cramant, Oger e Oiry, con l’aggiunta di un 7% di Pinot Nero, da Cumières, vinificato in rosso; un quarto, fa passaggio in fût de chêne, 3 anni sui lieviti e 10 grammi di dosaggio. La mia boccia sconta un dégorgement dell’aprile 2013.

Splendido per perlage, di grana molto fine, e freschezza, con i 4 anni di sboccatura passati tranquillamente inosservati – alcuna ruga oxyd - nella stessa misura in cui lo è stato l’apparentemente alto dosaggio. Quando c’è materia e acidità, anche quei livelli di zucchero sono ininfluenti e non vengono assolutamente percepiti.

E' di un rosa davvero tenue, scarico e molto simile alla buccia di cipolla.
Al naso tanta rosa, erbette aromatiche e pepe nero, con la frazione fruttata che rimanda all'arancia scura.

Al palato colpisce per vinosità e verticalità, con quest’ultima che fa pensare, addirittura, ad un extra brut.
Coerenza ed equilibrio, con i toni fruttati a ritmare l’andatura, mentre una incalzante verve speziata e un sottile profilo minerale, arricchiscono i sorsi, tanto in ampiezza, quanto in profondità.
Di rilevante persistenza, chiude sapido e speziato, con forti richiami gessosi.

Non solo Chardonnay in purezza, da Agrapart.