sabato 6 giugno 2015

Top Ten Champagne 2015




E’ noto, da alcuni giorni, il risultato dello champagne blind tasting, che organizza, ogni anno, “Fine Champagne Magazine”.

La classifica viene redatta in seguito alla degustazione, rigorosamente alla cieca, di centinaia di champagne di maison e vigneron. Ai produttori è concessa facoltà di scegliere quale millesimo inviare al panel di degustatori, a condizione che il prodotto si trovi a scaffale.

Quest’anno, si aggiudica il gradino più alto il Dom Ruinart Rosé 2002 di Ruinart. Sembrerebbe l’anno dei rosé, giacchè colpisce, in particolare, come siano proprio tre rosé a occupare i primi tre posti, quattro tra i primi cinque.

Eccoti la classifica:

 1.Ruinart Dom Ruinart Rosé 2002

 2.Laurent-Perrier Alexandra Rosé 2004

 3.Louis Roederer Cristal Rosé 2004

 4.Ruinart Dom Ruinart 2004

 5.Charles Heidsieck Vintage Rosé 1999

 6.Dom Pérignon Brut 2004

 7.Piper-Heidsieck Rare 2002

 8.Krug Vintage 2000

 9.Louis Roederer Cristal 2004

10.Henriot Millésime 2006



venerdì 5 giugno 2015

Aoc Champagne Cuvée Nicolas Francois 1998 Brut Billecart-Salmon




Avanti Savoia, con un altro vituperato (non dal sottoscritto) 1998.
Ti dico subito che la cuvée NF - ideata nel 1959 e proposta, per la prima volta, nel 1964 da Jean Roland-Billecart, il padre degli attuali proprietari della maison – è un grande champagne, anche in questo millesimo, per me, come sostenuto più volte, luminoso.
Si tratta di un assemblaggio di 60 Pinot Noir e 40 Chardonnay, le cui uve – tutte da villaggi Grand Cru – provengono da Aÿ, Ambonnay, Verzenay e Mailly per quanto riguarda la bacca nera; mentre Avize, Cramant, Choully e Le Mesnil spacciano quella bianca.

Oro intenso di perlage fitto, continuo e finissimo.
L'insieme olfattivo - elegante ed efficacemente espressivo - reclama immediata attenzione, per significativi aromi di crema pasticcera e frutta secca tostata, finemente intrecciate a frutta – pera e mela – e note agrumate – cedro e mandarino - un filo confit. Tocchi di miele e humus, un bel profilo speziato, sbuffi minerali, con alcuni “sguardi” maturi – più milf che mature – valorizzano ulteriormente la trama.


La bocca, au contraire, è segnatamente “verde”, giovane e molto in anticipo sul naso.
C’è l’evoluzione – come da attese – la quale, tuttavia, non dà segni di stanchezza, né di fiacca maturità e offre polposità croccante, ben lontana dall’apice della curva.
Hai voglia, qui, attendere lo scollinamento. Si sale e si salirà ancora.

La stessa intensità aromatica rapisce, dopo il naso, anche l’assaggio e regala sensazioni di cioccolato bianco e champignons fuse a nette espressioni fruttate e speziate.
Sorso cremoso ed elegante – come da stile maison - di profondità e persistenza, che termina all’attacco, con ricordi di iodio, nocciola e tartufo.

Un altro ’98, con metrica in levare, che toccherà lo zenith allorquando avrà perso - giusto due righe - quello scalpitio bello “nervoso” che ancora lo marca, per crescere ancora in avvolgenza e complessità.

Risotto al parmigiano 48 mesi e canti gregoriani.




Welcome 2 the party life


mercoledì 3 giugno 2015

Igt Sicilia Grillo Integer 2010 Marco De Bartoli




Quando chiami un vino “Integer”, scrivendolo a caratteri cubitali in etichetta, o sei un filo spocchioso, oppure sai ciò che fai e cosa c’è dentro. Buona la seconda.
Integro significa, intanto, che la mano interventista dell’uomo è limitata al minimo indispensabile, nonostante le attenzioni siano altissime. Zero filtrazioni, infatti il liquido è leggermente torbido, zero solforosa, zero stabilizzazioni, zero chiarifiche.
Ma io Integer lo leggo anche come elemento qualificante del contenuto. Infatti così è.
Il nostro macera per l’intera durata della fermentazione - spontanea, con lieviti indigeni - in fusti di rovere.
Sì, un macerato, di quelli che piacciono a me, di quelli il cui varietale non viene mortificato. Anzi.
A te che sei un “maceratore”, saltato a piè pari sul cavallo modaiolo del processo macerativo, comprati uno di questi flaconi, assaggialo, e fai un parallelo, onesto, con i tuoi.

E’ integro già dal naso. Sicilia a canna. Farei prima a scrivere quello che non c’è.
I profumi sono tantissimi e freschissimi, eleganti e di pulizia rigorosa, e il rischio di perderne qualcuno è giusto girato l’angolo.
E allora vai con gli agrumi, anche glassati – cedro, arancia e mandarino – passando per il melograno e l’albicocca, lo zafferano, molta frutta secca – mandorla e fico – quindi dattero, resina e fragranti note iodate.

Integrità manifesta anche all’assaggio. Convince per freschezza e acidità, con tutto il bagaglio olfattivo che trova immediate e amplificate conferme. Magistrale nel suo equilibrio, con un focus rivolto all’inappuntabile dominio alcolico - 14.5° non sono bruscolini.
Ottima la grassezza di un sorso di struttura - abbinato con pollo ruspante – e abbellito da ampiezze, verticalità e persistenza notevoli.
Ricca salinità, forti tinte di mandorla, fico sciroppato, dattero ed altri effluvi marini a go-go, rifiniscono una bevuta eccellente.

Perché non chiamarlo Integerrimo?




lunedì 1 giugno 2015

Le Salon Du Vin de La Revue du Vin de France 9ème édition | Paris




Ritorna, puntualissimo, uno degli eventi imperdibili del 2015 sull’eccellenza delle produzioni vinicole francesi, Champagne in testa. Si tratta del consueto appuntamento annuale, quest’anno la nona edizione, organizzata dalla prestigiosa guida, nonchè rivista mensile, La Revue du Vin de France.

Il Salone si terrà a Parigi il primo fine settimana di giugno, nei giorni di venerdì 5 – dalle 11 alle 20 - e sabato 6 – dalle 11 alle 19 – nella ormai solita location, ossia le meravigliose sale del Palais Brongniart, l’antico Palazzo della Borsa, in Place de la Bourse.

In programma, oltre alla degustazione di vini di 250 selezionate maison, incontri, ateliers, nonchè degustazioni a tema e verticali dedicate.

Se vuoi un anticipo di cosa ti aspetta e, soprattutto, cosa si degusta, butta l’occhio a quanto ti raccontai lo scorso anno a questi due links:




Ovviamente per tutte le altre info consulta il sito ufficiale.