Un più che buon Barbaresco, proveniente da un
vigneto, situato nel cru San Cristoforo,
del comune di Neive.
Mi ha colpito la gestione, abile ed avveduta,
del legno – strumento, giammai fine - giacchè passa 18 mesi in tonneaux di rovere, di cui il 70% di
primo passaggio.
Qui, di falegnameria, manco l'idea.
Sfodera il suo inconfondibile varietale, accoppiato
a gran freschezza, fin dal naso, con precisi richiami di violetta e rosa, cenni
agrumati e di sottobosco, sentori ematici, e una nitida presenza di eucalipto. Proprio
un fine intarsio olfattivo.
Anche al palato si conferma pimpante, di
intatta acidità, strutturato e dai tannini già garbati e soffici. Per il resto,
vira completamente, regalando una bocca cesellata da aromi di china, cacao e
caffè. Ribadisco, di Mastro Geppetto & Co., alcun indizio. Termina
balsamico, scoprendo una persistenza debole e fugace.
Dall’ottimo rapporto costo/felicità, merita
più di una chance.