lunedì 16 giugno 2014

Aoc Champagne Blanc de Blancs Brut s.a. Fournier Thierry





Ci troviamo a Festigny, piccolo villaggio della Vallata della Marna e questo champagne di récoltant è Chardonnay in purezza.

E’ dorato con riflessi verdolini e spuma sì esuberante, ma lesta.
Al naso si percepiscono note burrose, fiori bianchi, pera, pesca e un tocco di nocciola.

Entra abbastanza secco, con carbonica non propriamente finissima, considerando che passa tre anni sui lieviti. Ritrovo verosimiglianza con gli aromi del profilo olfattivo. Ha buona acidità, altrettanta struttura e piacevole freschezza, con un dosaggio sensibile che, tuttavia, non pregiudica, assolutamente, una beva disinvolta.
Un po’ breve e di discreta persistenza, con finale caratterizzato da sapida mineralità.

Una boccia da aperitivo, spendendo, negli iper francesi, anche qualche eurino in meno dei nostri metodo classico entry level.



sabato 14 giugno 2014

Docg Barbaresco Santo Stefano 2006 Castello di Neive




La sottozona Santo Stefano (Albesani) è una delle più vocate, non solamente del comune di Neive, ma della intera denominazione e la cantina di Italo Stupino è tra quelle di riferimento.

Nel calice, il rosso granato, compatto e trasparente, assume qualche riflesso aranciato.
Molto varietale già al naso. Complessità ed eleganza che non si fanno attendere. Dapprima aromi intensi e puri del frutto – amarena, prugna e ciliegia sotto spirito – seguiti da un nitido floreale di viola e rosa, un tocco ferroso-terroso, con un finale di cacao e ventate balsamiche.

La bocca è compatta e fedelmente schierata con il canovaccio olfattivo. Entra asciutto, vibrante e corredato di solida struttura, la quale doma, senza esitazioni, il massiccio impianto alcolico. Il preciso quadro fruttato e floreale è percorso, elegantemente, da aromi di macchia boschiva, sfumature di spezie, tabacco e cuoio.

Sorso di fresca acidità, bilanciato e di fine tessitura tannica, con beva invitante e disinvolta; a completamento lunghezze e persistenze significative. Chiude balsamico e sapido, con refoli di tabacco e cioccolato amaro, sublimato da gustoso agnello sambucano al forno.


giovedì 12 giugno 2014

Un Mare di Champagne 15 - 19 giugno 2014 | Alassio



A tutti gli appassionati di Champagne, segnalo la seconda edizione di un appuntamento imperdibile, dopo il successo dello scorso anno.
Grazie all'organizzazione curata dal Consorzio Macramè, che riunisce sette ristoranti di Alassio - Gabbiano, Lamberti, La Prua, Mozart, Palma, Panama, Sail Inn – è attesa una settimana fitta di eventi che si terranno proprio nella splendida cittadina ligure.

Il lancio della manifestazione avverrà domenica 15 giugno – Champagne & Moda - con le boutiques del centro allestite a tema e angoli degustazione.

Si prosegue il pomeriggio di lunedì 16, presso la meravigliosa terrazza del Grand Hotel Alassio & SPA, per la degustazione di Champagne – 50 Maisons per un centinaio di etichette – in abbinamento alle eccellenze gastronomiche – gamberi, ostriche, salumi iberici, fuà grà - selezionati da Selecta.
La serata si concluderà, per chi lo vorrà, previa prenotazione, presso uno dei 7 Ristoranti Macramè con un menù degustazione dedicato allo Champagne a 70 euri, compresa una boccia di Champagne ogni due persone. 

Il closing - giovedì 19 giugno dalle 21 - sarà direttamente à la plage, all’Essaouira di Albenga. Ancora Champagnes, abbinati ai Gourmet Finger Food preparati dagli Chef Macramè, nonché dj set con la sax performance live di Paolo Parpaglione.

Maresciallatevi le date, imprescindibili.

Info & prenotazioni 366 4815006, info@macrame-alassio.it





mercoledì 11 giugno 2014

Doc Alto Adige Chardonnay Hausmannhof 2012 Haderburg





Del signor Alois Ochsenreiter, che con i vini delle sue due aziende occupa costantemente questi pixel, ho più volte raccontato e tessuto le lodi, ergo mi dirigo, dritto, al vino di oggi.

Negli ultimi tempi non stravedo per questo vitigno, ancorchè ciò non significhi che, per contro, abbia saltato il fosso e mi sia iscritto al partito dell’A.B.C. – Anything But Chardonnay, tutto fuorché Chardonnay.
Proprio in seguito ad una serie di bevute poco felici – eufemisticamente scrivendo – di questo vitigno internazionale, ho scelto questo, prodotto da una azienda di assoluto riferimento, non solo dell’Alto Adige.

Nel bicchiere un giallo paglierino tenue, luminoso e con riflessi verdolini. Il naso è ricco di molteplici e delicate sfumature aromatiche che vanno da aromi tropicali - banana in particolare – alla mela e pesca, dal fieno all’origano, all’interno di una cornice a forti tinte minerali.

All’assaggio è fresco, sapido ed equilibrato, con un sapore secco e retto da tersa acidità. Decisamente coerente con le impressioni olfattive, la parte fruttata ben integrata con quella vegetale, un sorso che procede in scioltezza e di ottimo allungo, sono questi i tratti distintivi di un flacone che è evaporato alla velocità della luce.

L’ennesima conferma, repetita iuvant, della serietà di questa azienda e della assoluta qualità dei suoi prodotti.




Racconto altri vini di Haderburg a questi indirizzi:




domenica 8 giugno 2014

Doc Rosso di Montalcino 2009 Gorelli Le Potazzine





Disporre di vigneti tutti iscritti a registro docg Brunello e scegliere di destinarne - “declassarne” - una parte a Rosso, la dice lunga sulla filosofia e sul modus operandi di questa azienda. Punto e a capo.

Cattura, immediatamente, quel rubino brillante e cristallino. Tipicissimo, fin dal naso, veramente fragrante, che si apre con una bellissima viola e prosegue, sprigionando la parte fruttata, con definiti sentori di arancia e ciliegia, mora e amarena. Chiude su sensazioni di spezie dolci e un inciso di tabacco, elegantemente cesellato.

All’assaggio si conferma perfettamente in linea - speculare - con le dichiarazioni olfattive. Entra caldo, ma assai fresco e goloso. Si dimostra verticalissimo - acidità graffiante – e tannini molto tesi. Emerge l’atteggiamento fruttato - ancora tanto succo - che si accompagna alla connotazione speziata e con il tabacco, rieccolo, che sale sul gradino più alto del gusto e ti conduce, educato, ma accattivante, fino alla fine del flacone. Giusta struttura ed equilibrio da manuale, per un sorso impressionante quanto a snellezza e vivacità di beva, profondo e molto durevole, seriamente appagante.
Pulito e preciso, dall’inizio alla fine.

Un “piccolo” Brunello, al prezzo di un Rosso, quattordici euri franco cantina. Siete ancora seduti?



Ho raccontato il loro Brunello di Montalcino 2006 a questo indirizzo:

giovedì 5 giugno 2014

Aoc Champagne Extra Brut s.a. "Les Béguines" La Closerie





Gueux, Montagna di Reims.
Un solo vigneto, poco più di due ettari.
Una sola parcella, Les Béguines.
Un solo vitigno, Pinot Meunier.
Una sola annata, 2009 nel mio caso, non rivendicata in etichetta.
Solo legno, botti e barriques usate.
Un solo uomo, Jérome Prévôst che, nel 1987, riprende la vigna della nonna materna e inizia a vinificare nel 1998 e fino al 2004 a casa di… un certo personaggio di Avize, al secolo Anselme Selosse.

Nel bicchiere è oro luccicante e luminoso, con perlage fine e inarrestabile. Al naso è freschissimo, ricco e di fitta complessità. Balzano alle narici aromi intensi e croccanti di crosta di pane, che mi riportano a quelli, precisi, che sprigionava il vecchio forno a legna del mio panettiere intento a sfornare le pagnottine ed io, piccolino e in calzoncini corti e sandali, ad attendere un suo cenno, per poter gustarle in tutta la loro fragranza. Si continua con tocchi floreali di camomilla e violetta, un bell’agrume e una ciliegia rossa, un filo di miele, la nocciola tostata e un poco di pepe.
Tutti questi elementi legati insieme, a doppio filo, da una pressante carica minerale.
Ovvero dell’eleganza e dell’ampiezza.

Al palato è seta, a partire dalla bollicina - affettuosa e carezzevole – con affinità al culmine con i riscontri olfattivi. Molto cremoso e filante, impressiona per freschezza e profondità, equilibrio e verticalità. Con il legno ben integrato – e se ve lo dico io che sento segherie a kilometri di distanza - , la bocca è nelle mani, salde, di una lama minerale che infonde precisione ad un sorso elettrizzante e privo di caratteri ossidativi, con finale intenso di caffè e nocciola, nonchè di persistenza incroyable.

Il Pinot Meunier, vitigno grezzo, da taglio per antonomasia e assai raramente vinificato in purezza, trova qui, chez Prévôst, la sua ragione d’essere “solo”. La prova, provata, che questo vitigno, nelle mani giuste - col manico appropriato - non risulti così goffo e villano come qualcuno sostiene, ma possa riservare grandi soddisfazioni.

L’allievo supera il maestro? Sei mila flaconi, di non facile reperibilità, a metà prezzo di quello Iniziale.





lunedì 2 giugno 2014

Doc Carso Malvazija 2008 Čotar





Un macerato, la cui macerazione - mai oltre i dieci giorni - non inficia il varietale e non lo rende greve e molesto. In questa azienda si interviene il meno possibile e questo “fare poco” è già tanto: niente enzimi aggiunti, in fermentazione niente raffreddamento del mosto e zero zolfo, solo lieviti autoctoni e zero filtrazioni.

La cromia è ambrata, luminosa e leggermente opaca.
Il naso, oltre la tipica aromaticità del vitigno, regala forti tinte minerali, rocciose, resina e ginepro, con una elevata cifra di frutta matura, anche tropicale – albicocca e pesca gialla, ananas e mango - e fresche ventate marine, speziate e vegetali (netto il rosmarino).

Al palato è ruvido, non rozzo, non scontroso, quel ruvido che sa farsi apprezzare. L’assaggio rivela carattere e corpo, con la parte olfattiva che si ripropone speculare e convincente. Il sorso è molto secco, dritto e profondo e assume eleganza anche nella sua carica tannica, assai bilanciata. Termina decisamente persistente toccando vette di sapidità e balsamicità, con speziature mescolate a sapori di incenso.

Una bevuta impegnativa, lontana dal cibo, con l’aggettivo emozionante che, oggi, calza di bella.