venerdì 26 agosto 2016

Agrapart & Fils Champagne Minéral 2003




Più anni dal dègorgement (ottobre 2008), che sur lattes, più tempo sotto i riflettori incandescenti del Lafayette Gourmet della Ville Lumière, che à l'abri de la lumière, nella mia cantina. Stanato tre anni fa, insieme alla sorellina rosè s.a. – Les Demoiselles - le cui gesta sono, ormai, storia e "passate in giudicato".

Agrapart significa connubio inscindibile con la Côte des Blancs, e il suo vitigno di elezione, lo Chardonnay. Nel caso di specie, con dosaggio extra brut, in un’annata nella quale ben pochi si sono avventurati, vista la canicule.
Comunque, tranquillo, Pascal, il caldo, non lo ha imbottigliato.

La purezza assoluta della bacca bianca, arriva da vecchi vigneti (40 anni) Grand Cru di Avize e Cramant, fermentazione metà acciaio, metà fûts de chêne, malò svolta, oltre 4 anni sui lieviti e rémuage manuale.

Un naso, di gran verticalità, che parte col silenziatore e un filo sonnacchioso, per abbandonare, abbastanza velocemente, la fase interlocutoria e distendersi, toccando punte di alta espressività aromatica e dimostrandosi trés gourmand.
Si passa da aromi di pasticceria burrosa, alla pasta di mandorla, dalla frutta secca, anche grigliata, a leggeri accenni floreali, dal limone confit, alla Granny Smith, con leggeri tocchi vanigliati. Una trama davvero viva, spalleggiata da un solidissimo impianto sapido-gessoso, al cui interno, la pierre à fusil trova piena attuazione.

Una bocca tonica e materica conferma, senza soluzione di continuità, l’intera estensione olfattiva, mentre l’intensità aromatica, in tenace sviluppo, rimanda anche a sensazioni mature e oxyd, senza che freschezza ed equilibrio vengano sbreccate.
Bollicina sottile ed armonica, per sorsi cristallini e penetranti, espressione di quel terroir minerale che solo la Costa dei Bianchi regala.
Palato in loop, in virtù dell'elegante salinità iodata e della energica falaise crayeuse.




martedì 23 agosto 2016

La Cave des Vignerons Réunis des Crus Faugères Mas Olivier Rosé 2015




Dal Languedoc-Roussillon, un più che accettabile rosé, da agricoltura biologica, frutto dell’assemblaggio tra Cinsault (80%) e saldo di Grenache.

Il naso racconta di fruttini rossi – ribes, pomplemo rosa e lampone – e di delicate scie floreali, senza rinunciare a una lieve traccia minerale.

In bocca è un filo esile, tuttavia esprime continuità con il profilo olfattivo, riproponendo, garbatamente, il bel lineamento fruttato, fatto di ribes e frutto della passione, ed una onesta espressione minerale.
Un basso tenore alcolico, libera la beva, pur di fugace persistenza e segnata da un residuo zuccherino che non disdegna le mariage anche con frutta e dolci.


venerdì 19 agosto 2016

Francis Boulard Champagne Les Murgiers Extra Brut




Ormai, dal 2010, anno della separazione dai suoi fratelli e sorelle, Francis viaggia da solo, accompagnato dalla figlia Delphine. Descritto sovente come un tipo “ruvido”, qualora si disponga di pazienza nell’aspettarlo un poco, come va fatto, peraltro, nei confronti dei suoi champagnes, si scoprirà una persona simpatica, disponibile e capace.

E’ un Blanc de Noirs – 70 Pinot Meunier, 30 Pinot Nero – malò svolta, vecchi fût de chêne, tiraggio 4 giugno 2008, sboccatura 27 settembre 2009.

Di perlage fine e luminoso, ha naso espressivo che ruota intorno a note di crema pasticcera e prodotti da forno – brioche e biscotto - piccoli frutti rossi, un classico, visto i vitigni, e un felice profilo minerale.

Una bocca fresca e dritta, conferma l’intensa espressione aromatica, unita a materia e preciso equilibrio, con la vena minerale che si fa, vieppiù, marcata.
Sapiente uso del legno, per una chiusura lunga e scattante, con netti richiami minerali, fragola e speziatura piccantina.


martedì 16 agosto 2016

Clos Des 3 Sources Rosé 2015




Uno dei tantissimi, onesti e più che buoni rosé, in vendita presso la gdo d’oltralpe.
Siamo a pochi chilometri da Aix-en-Provence, dove questo domaine, una delle tre proprietà di Château Gassier, coltiva, in regime bio dal 1994, un clos di 19 ettari.

Cinsault e Grenache, Syrah e Carignan, le uve che determinano, in percentuali non dichiarate, questo rosa tenue, molto luminoso, di gran freschezza e delicato nei profumi.
Un bel floreale - rosa e violetta - si accompagna a precisi spunti di piccoli frutti di bosco – fragolina e lampone – un tocco agrumato e un velo di spezia.

Bocca gourmande, fresca e scattante, di sostanziale coerenza con il tracciato olfattivo. Secco e di ottimo equilibrio, scatena beva smodata, seppur di breve persistenza, con vellutati rimandi fruttati e più di un’idea minerale.

Ben oltre il suo costo.


venerdì 12 agosto 2016

Tarlant Champagne Cuvée Louis Extra Brut s.a.




Pinot Noir e Chardonnay, in identiche percentuali, dal lieu-dit di puro gesso “Les Crayons”, vigne di 60 anni, assemblaggio di 4 annate – dal 1996 al 1999 – niente malolattica, 2 grammi di zucchero, tiraggio maggio 2000 e dègorgement luglio 2014.
Se 14 anni sur lattes ti sembran pochi…

Data la freschezza non solo sembrano ma, paradossalmente, visto il risultato, sono pochissimi. E’ una boccia in forma splendida, come del resto tutta la gamma dei Tarlant, in costante e inarrestabile ascesa qualitativa.

Ritrovo un naso nobile e appuntito, intensamente complesso, con scorze di agrumi confit, frutta secca, sbuffi vanigliati, fiori bianchi, ostrica, funghi...

In bocca dà prova di grande ricchezza, andando ben oltre la conferma di quella olfattiva. Strabiliante materia, per una tessitura di gran classe, bilanciatissimo tra struttura ed eleganza, con aromi di rara finezza, continuamente cangianti.
Sorsi gessosamente granitici, di rara profondità e incrollabile persistenza.

Tarlant, un altro mo(n)do di bere champagne.