venerdì 20 ottobre 2017

Laurent-Perrier Champagne Millésimé 2002




Pinot Noir e Chardonnay, 50&50, per il millesimato di L-P.
Solo uve provenienti da villaggi Grand Cru: la bacca bianca da Chouilly, Cramant, Oger e Le Mesnil-sur-Oger, mentre quella nera dalla Montagna di Reims – Bouzy, Louvois, Mailly, Verzy e Verzenay.
Inox e legno, almeno sette anni sui lieviti (nove il formato magnum); la mia boccia ha già un periodo sostenuto di vetro, dal dégorgement.

Il perlage, molto fine e continuo, anticipa un naso scrupoloso e di elegante freschezza. L’incipit ruota intorno alla crosta di pane e crema pasticcera, nonchè un tratteggio di fiori d’acacia e lavanda, progredendo, successivamente, attraverso maturi aromi fruttati – agrumi, albicocca e pesca gialla – e frutta secca tostata. L’ossigenazione allarga e distende il liquido, portando in dote appropriata mineralità e nette sfumature speziate.

Palato maturo, che conserva vivace traino acido ed esprime efficace continuità con la suadenza olfattiva. Interessante complessità che spazia tra note floreali e fruttate, tipiche dei due vitigni, e un ampio ventaglio di sensazioni minerali e speziate, vieppiù accentuate.

Sorsi armonici, di giusta sintesi tra evoluzione e freschezza, e di buona persistenza, con incisivi ritorni di cannella e nocciola tostata, mandarino in scorza e nuance affumicate.



giovedì 12 ottobre 2017

Azienda Agricola Nuova Cappelletta Piemonte Chardonnay 2016




Uno Chardonnay atipico, fuori dai soliti schemi, da un’azienda di Vignale Monferrato, provincia di Alessandria, che applica i dettami del biologico fin dai primi anni ’80, ora con certificazione Demeter.

Atipico, perché nel calice ha poco o nulla dei tratti solitamente riconducibili ai classici descrittori del vitigno. Aspetto maggiormente riscontrato in bocca.

Naso assai leggero, con sfumature, più che profumi, di mandorla e frutta gialla - mela e pesca – e un debole profilo minerale.

Al palato, a parte una iniziale, e fastidiosetta in quanto rilevante, carbonica, ha buona freschezza, mentre si allarga l’impianto minerale, guadagnando in intensità.
Finale breve e, inopinatamente, amaro. Fortemente amaro.

Disponendo di una sola boccia, necessita senz’altro controprova, per smentite (o conferme). La curiosità di ritestarlo, tuttavia, è rimasta, ergo…


venerdì 6 ottobre 2017

Jeaunaux-Robin Champagne Prestige Brut Zéro s.a.




Champagne di rm, da Talus Saint Prix, minuscolo villaggio del Sézannais, 30 km. a sud-ovest di Epernay.

Suoli argillo-calcarei, a forte presenza di silice e ceppi di almeno 40 anni, per questo assemblaggio, a dominanza Chardonnay (80%) e saldo di Pinot Noir, basato al 70% sulla raccolta 2011 e 30% vendemmia 2010. Vinificato in inox e fûts de chêne , malò parziale, 3 anni sur lattes e appena duemila bottiglie prodotte.

Attacca fresco e appuntito, leggermente vanigliato, con uno sviluppato côté minerale, che richiama, precisamente, la roccia sedimentaria. Profilo olfattivo completato da fiori bianchi e miele, di connotazione fruttata citrina, con pompelmo e lime nettamente evidenti.

Palato affilato, classico della tipologia zero dosaggio, tuttavia privo di “sporgenze spigolose”, dove la verticalità risulta mai esageratamente ricercata o artificiosa.
Effervescenza non finissima, ma coerente linguaggio gustativo, con l’aspetto minerale in progressione, il quale, attraverso la pietra focaia, incide terroiristicamente i sorsi.
Rinfrescante fino all’ultima goccia, di rocciosità venata da lievi tostature, chiude fugacemente, con qualche limite di persistenza.




venerdì 29 settembre 2017

Ormanni Chianti 2011 MG




Il non Classico della casa, qui in versione maggiorata (magnum), da vigneti in Poggibonsi, non facenti parte dell’area Chianti Gallo Nero.

90 Sangiovese, saldo di Canaiolo e Merlot, solo cemento vetrificato.

Naso fresco e di piacevolezza tipica toscana, che attacca con un bel frutto - ciliegia, fragola e mirtillo - un cenno di violetta, leggera spezia e delicatamente minerale.

Bocca pronta e coerente, con frutto decisamente carnoso e tannino appuntito.
Beva in levare e contagiosa, per un finale spiccatamente di lampone e scia mentolata. Dissetante ed equilibrato, senza essere, ça va sans dire, un mostro di persistenza e complessità.

Per me, un classico (da grigliata), comunque, con il plus, graditissimo, del formato mg.