mercoledì 16 agosto 2017

Fattoi Brunello di Montalcino Riserva 2006




Dritto al cuore.
Setoso, tanto al naso, quanto al palato.
Territorialità e tipicità indiscutibili.

Balsamico e ferroso, speziato e floreale.
Geranio e viola, eucalipto e amarena, sottobosco e radici.
Sapido e minerale, di tannica eleganza.
Struttura, grip, equilibrio.

Vigoroso smalto espressivo.
Sorsi trascinanti e persistenti.
Integro e lunghissimo, di finale mentolato.
Classe liquida.

Ora e per tanti altri anni a venire.



venerdì 11 agosto 2017

Taittinger Champagne Brut Réserve s.a.




Ne tirano circa 4 milioni - i tre quarti dell’intera produzione – ergo, è la numericamente potente carte de visite della casa.

L’assemblaggio di 40 differenti cru, vede le tre uve classiche della Champagne: solitamente Chardonnay 40, Pinot Noir 40 e saldo di Pinot Meunier, fatta salva, talvolta, qualche minima variazione percentuale. Mai meno di tre anni sui lieviti, mentre il peso dei vini di riserva non scende sotto il 20 per cento.

La mia boccia, la cui sboccatura risale a circa un anno fa, ha un naso fresco, con sentori di vaniglia, brioche e nocciola, un sottile tratteggio floreale, molti agrumi, anche in canditura, fruttini rossi – fragola e ribes – ma di esile tessitura minerale.

In bocca c’è freschezza, ma anche un sottofondo di sensazioni dolci, con una maturità di frutto, vergata da increspature vanigliate. Scende il livello del liquido e sale, di pari passo, la dimensione evoluta dei sorsi.
Finale di media lunghezza, arrotondato di vaniglia e frutta candita.


martedì 8 agosto 2017

Armin Kobler Pinot Grigio Klausner 2015




Dal nome del vigneto, solo acciaio, maturazione sulle fecce e niente malolattica.

Classico tappo a vite e sentori davvero puliti e nitidi, come nello stile dei vini di Armin. Nondimeno, sensazioni calde, importanti.
Molta frutta bianca - mela e pera – che fa il paio con una chiara espressione di erbe aromatiche e lievi cenni minerali.

In bocca conferma il passo olfattivo in tutto e per tutto, sigillo alcolico compreso.
I 15 gradi riportati in retroetichetta, ahimè, si sono espressi al loro meglio, andando ben oltre i limiti di resistenza del mio palato.
Impensabile, nonostante una fresca acidità, contrastare cotante roventi invadenze.


venerdì 4 agosto 2017

I Feel Love




In questi giorni, molti dance club americani – da noi le solite, idiote e tritacoglioni di latinate estive – stanno celebrando a suon di party, il 40° anniversario di quella che è stata una vera e propria hit, che all’epoca incendiò e ribaltò letteralmente i dancefloors di tutto il pianeta.

Il brano, interpretato da Donna Summer - The Queen of Disco - porta la firma, oltre che sua, di Pete Bellotte e di quel genio di Giorgio Moroder, avanti elettronicamente, già allora, di almeno mezzo secolo.

Un giro di basso pauroso, negli ultimi 30 anni sistematicamente campionato, quando non spudoratamente copiato di bella.
Il giro di basso numero uno, per quanto concerne la dance tout court, che attraverserà i millenni.

Inossidabilmente