domenica 18 maggio 2014

Aoc Haut Médoc 2001 Château Cantemerle





Taglio bordolese per questo assemblaggio composto da 50 frazioni di Cabernet Sauvignon, 40 di Merlot e 10 di Petit Verdot. Il nostro fa dodici mesi di legno piccolo, la cui metà si tratta di barrique nuova. Non propriamente il mio genere, già a partire dai vitigni, ma tant’è.

E’ un rubino intenso e opaco.
Naso che tenta – t e n t a – di aprirsi su qualche nota fruttata che rinvia alla viola, alla mora, al ribes, sembrerebbe anche qualche cenno speziato, ma viene prontamente colpito da un uppercut di vaniglia e messo, immediatamente, al tappeto.

Bocca che vorrebbe – v o r r e b b e – proporre una certa espressione fruttata, una certa speziatura, una certa stoffa, una certa eleganza, una certa finezza, un certo equilibrio, una certa freschezza, una certa…, ma che viene raggiunta da un secondo, prevedibile, uppercut vanigliato che manda, irreversibilmente, knock-out la bevuta.

Molte buone intenzioni e troppi condizionali, ma era la mia boccia, ça va sans dire.

La vostra sarà senz’altro migliore. Bonne chance les amis.


  



giovedì 15 maggio 2014

Docg Chianti Classico 2009 Castello di Monsanto





Un rubino cristallino e brillante, per questo assemblaggio di Sangiovese 90 percento e saldo di Colorino e Canaiolo, vinificato in acciaio, con affinamento di dodici mesi in botte grande.

Il bouquet, classico e ben articolato, si snoda attraverso note di violetta e frutti rossi – ciliegia e amarena – una netta sensazione agrumata, con avvertibili tocchi vegetali e speziati – alloro, eucalipto e pepe nero – retti da un determinato supporto minerale.

Al gusto è asciutto, raffinato, di tagliente acidità, con tannini in bolla. Una puntuale conferma della trama olfattiva, un bel frutto croccante – arancia e ciliegia – e dei marcati sentori speziati e minerali, costituiscono gli ingredienti fondanti di un sorso che ha dimostrato buon allungo, golosa persistenza, per un finale di tabacco e suggestiva balsamicità.




Racconto un altro Chianti Classico a questo indirizzo:





lunedì 12 maggio 2014

Aoc Champagne Blanc de Blancs Grand Cru s.a. André Jacquart





Sono 18 gli ettari a Chardonnay coltivati nei villaggi di Le Mesnil sur Oger e Vertus (sede aziendale) da questa piccola maison rm, fondata nel 1958.

C’è un tenue dorato nel calice, con qualche riflesso tendente al verde e una effervescenza non così fine.

L’olfatto, non troppo complesso, è segnato, innanzitutto e soprattutto, da un forte timbro minerale, seguito da aromi di panificazione e un fresco sentore di mela.

L’assaggio, secco e di grande freschezza, riafferma, in maniera netta, il tema minerale che domina e soddisfa il palato, concedendo solo spiccioli a percezioni fruttate e di mandorla tostata.
Molto verticale, per tutta la sua, breve, durata, con una leggera tostatura ben integrata.
Persistenza, a onor del vero, non particolarmente rimarchevole; tuttavia bevuta che, ad ogni modo, interpreta ed esprime, lealmente, il suo terroir.
Da aperò, ci sta dentro di bella.




Racconto altri Blanc de Blancs qui:



venerdì 9 maggio 2014

Doc Collio Sauvignon Blanc Selekcija 2010 Marjan Simčič





Selezione molto accurata delle uve, provenienti da vigneti più vecchi, solo nelle annate battezzate migliori: questa è la linea “Selekcija”.
Il frutto fa una leggera macerazione, in fermentazione non si ricorre a lieviti selezionati e non si pratica filtrazione.

E’ un bel dorato vivo, luminoso e puro. Al naso è un Sauvignon (bianco) un po’ insolito, magari atipico. Non si è assaliti da una profusione di aromi, cui si è solitamente abituati, talvolta gonfiati e anche fasulli. Intendiamoci, c’è la parte fruttata – pesca e agrumi - e vegetal-erbacea – tocchi di salvia, basilico, fieno, foglia di pomodoro – tuttavia, si tratta di sfumature, non esplosioni di aromi. Sussurri, non grida. Svetta, su tutto, la vena minerale e sapida, per questo scrivo di Sauvignon insolito, quanto meno per me.

In bocca entra freschissimo, ricalcando, simmetricamente, il profilo olfattivo. Mentre il sorso scorre a go-go, guadagna sempre più in espressione minerale e salina, confinando a ruolo da comprimari le sensazioni fruttate e vegetali. Crescono, al contempo, anche la complessità e l’ampiezza – sostenute da robusta acidità - per un calice che si dimostra, fino alla fine, equilibrato, armonico e di marcata persistenza. Il finale è all’insegna, manco a dirlo, di una verticalità e freschezza rocciose.
Sauvignon terroiristico.


mercoledì 7 maggio 2014

Le Salon Du Vin de La Revue du Vin de France 8ème édition | Paris






Sottolineo un appuntamento, fisso e imperdibile, per tutti gli appassionati di vini francesi, che giunge, quest’anno, alla sua ottava edizione.
Si tratta della rassegna annuale, riguardante esclusivamente le eccellenze dei vini francesi, organizzata dalla prestigiosa guida, nonchè rivista mensile, La Revue du Vin de France.

Il Salone si terrà a Parigi la prossima settimana di maggio, nei giorni di venerdì 16 – dalle 11 alle 20 - e sabato 17 – dalle 11 alle 19 – nelle splendide sale del Palais Brongniart, l’antico Palazzo della Borsa di Parigi, in Place de la Bourse.



Il programma sarà davvero fitto di eventi, incontri, ateliers, con degustazioni a tema e verticali dedicate, che andranno da Selosse a Guigal e ai Sauternes, dai Riesling alsaziani a Château Cheval Blanc, con il Brasile come paese ospite.

So bene che Parigi non è proprio dietro l’angolo - “…ma val bene una messa…” - e potrebbe essere l’opportunità per (ri)visitare una favolosa capitale e approfittare di un evento unico, unendo, in tal modo, l’utile al dilettevole.

Per il programma dettagliato della manifestazione consultate larvf.com, nonché i principali social.







martedì 6 maggio 2014

Docg Chianti Classico 2008 Badia a Coltibuono





Oggi un prodotto di un’azienda bio, i cui vini bevo regolarmente, ma di cui non ho mai scritto. Ci troviamo a Gaiole in Chianti, al cospetto di una delle aziende tra le più rappresentative del panorama Chianti Classico.
Questo è il vino entry level, il loro bel biglietto da visita. Si tratta di un assemblaggio di uve Sangioveto, con una piccola aggiunta di Canaiolo, che fa dodici mesi di botte grande.

E’ un vivo rosso rubino, accattivante. I profumi sono quelli tipici e varietali. Subito, al naso, molta frutta rossa – una splendida ciliegia, amarena e ribes - una ispirata violetta e intensi aromi speziati.

Bocca fresca e compatta, che concedendo priorità al frutto, ricalca, con coerenza, il profilo olfattivo. Molto succoso e di giusta acidità, equilibrato e con tannino scattante, si snoda elegantemente al palato e stupisce per beva polverizzante. Il finale, davvero persistente, è bollato da amabili sensazioni agrumate, incise da note di tabacco e venature balsamiche.

Costo ampiamente compatibile - 12/13 euri - data questa qualità, con possibilità di acquisto anche sul sito aziendale.





sabato 3 maggio 2014

Igt Emilia Rosso Balòs 2012 Crocizia





Io, fan tenace del Pinot Nero, in special modo di quello che dimora dalle parti di Beaune & Co., rimasi solleticato, da un assaggio effettuato, seppur frettolosamente, a Vini di Vignaioli edizione 2013, al banco di questa azienda. Tuttavia, siccome le mie papille erano troppo provate e sulla loro attendibilità non potevo più azzardare, scelsi di acquistare una bottiglia, da testare, con calma, a tavola, a papille (quasi) integre.

Questo Pinot Nero “emiliano” macera venti giorni in acciaio, viene travasato e posto in una vecchia barrique dove vi rimane fino a primavera inoltrata. Successivamente, viene imbottigliato e, grazie agli zuccheri residui, subisce una rifermentazione spontanea.

E’ rosso rubino, leggermente scarico, un filo opaco - zero chiarifiche, zero filtrazioni - con spuma svelta. All’olfatto ci sono dolci fruttini rossi; in particolare, una nota di ribes, molto spiccata e piacevolissima, si stacca da tutto il resto, seguita da tenui sbuffi speziati e minerali.

In bocca entra seccamente deciso e decisamente secco. Il palato ricalca, fedelmente, l’espressione olfattiva, con la sua bella freschezza vinosa che si snoda attorno alla fragolina di bosco ed al ribes. La sua struttura è esile, ma equilibrata, con il sorso - breve e di discreta persistenza – che mi lascia la bocca fresca, sapida, con sullo sfondo, leggere note speziate e minerali.
Beva compulsiva e flacone polverizzato. Vin de soif, come vorrei fosse questo blog: dissetante.