martedì 17 febbraio 2015

Docg Barolo 2005 Parusso




Per celebrare i 35 anni dell’etichetta “Barolo Parusso Armando” – dal 1971 l’azienda ha iniziato a vinificare in proprio – la famiglia ha deciso di produrre l’annata 2005, così come la faceva Monsù Armando, vale a dire unendo i singoli vigneti - Mariondino a Castiglione Falletto, Bussia, Mosconi e Coste a Monforte – per dare vita ad un unico Barolo.

Il naso parte ordinato e lucido, con qualche sfumatura dolce e vanigliata, per poi subire il richiamo di tratti vegetali e floreali, nello specifico terra, sottobosco e rosa.
Giusto un po’ di ossigenazione lancia la scalata, diretta e pulita, degli ingredienti fruttati – mirtillo e lampone, arancia e ciliegia – con limpide cifre mentolate e speziate che affinano il bouquet.

Quanto al palato, ti dico che le sue carte migliori le ha già giocate…al naso.
All’assaggio si dimostra meno inquadrabile e più introverso, più sfuggente. Ha sì abbandonato la severità tannica, diventando flessuoso, tuttavia, durante lo svolgimento gustativo, non sfodera tutto quel che di bello avevo appreso nella progressione olfattiva. Permane buona freschezza, con discreta tensione, ma poca complessità.
Insomma un po’ poco di tutto, un po’ tutto in chiaroscuro.

La curiosità sarà aprire, più in là, l’altro flacone di cui ancora dispongo, ancorchè lo scetticismo che nutro verso quest’annata, complicata ed enigmatica, sarà duro ribaltare.


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