mercoledì 23 marzo 2016

Clos de la Briderie Crémant de Loire Brut Pureté de Silex





Loira, rive droite, proprio qui, Vincent Girault, proprietario del domaine, gestisce, con metodo biodinamico, uno dei vigneti più importanti della denominazione.

Questo è un assemblaggio di 40 Chenin e il restante 60 diviso salomonicamente tra Cabernet Sauvignon, Chardonnay e Cabernet Franc. Solo la prima spremitura - Tête de Cuvée - e una sosta su lieviti indigeni di 24 mesi, i quali non sono pochi, se consideri che, da disciplinare,  per lo champagne s.a., il minimo sindacale è 15.

Tutto quel tempo, mi regala calici dalla bollicina fine e mai tagliente, mentre al naso esprime freschezza di aromi – agrumi, mela e ananas – e un profilo minerale che esprime e riflette il silicio del sottosuolo.

Un palato rotondo, rispecchia le considerazioni olfattive, ponendo ulteriore accento sull’impronta terrosa-minerale. Brevi, per la verità, l’allungo e la persistenza, tuttavia ampiamente giustificabili, tenuto conto della fascia in cui si colloca il prodotto.

Una buona boccia da aperitivo, propedeutica a sorsi di maggior spessore.


2 commenti:

  1. "Una buona boccia da aperitivo, propedeutica a sorsi di maggior spessore", le nozze di Cana in versione nobile e due punto zero

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  2. E' molto calzante il parallelo

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